Non saprò mai perché le tue mani hanno cercato la mia pelle nel tuo salone, dopo un pomeriggio di chiacchiere senza importanza e un ritocco alle distanze.
Per un istante ho creduto che volessi ancora l'incontro, che aprivi una terra di nessuno, un interregno dove ritrovarci chissà quando ma ritrovarci, tu ed io. Tu che tutto puoi, io che ho infranto tutto.
Non saprò mai chi accarezzavi mentre accarezzavi me, che credevo di essere il destinatario, quando ero solo il mezzo.
6.29.2007
4.10.2007
10.15.2006
Lo notasti subito che quando ho molto da dire, non riesco a parlare. E in fondo, ognuno fa ciò che sa fare ed io so fare ben poco. Ma scrivere lettere che nessuno leggerà mi è sempre riuscito benissimo.
E allora eccole queste parole che non ascolterai perché rientrano nella natura del nostro incontro fatto di luce nella voce, di tempo spesso rubato ad altro e di cose che sapevamo non si potessero dire.
E allora grazie per per quel capirsi reciproco che tu per primo hai intuito.
Grazie per l'attenzione gratuita e libera.
Grazie per gli slanci e per i giochi, per i pensieri condivisi.
Grazie per le risate.
Grazie per i momenti insieme, abbandonati, senza spiegazioni né imbarazzo né fraintesi.
Grazie per il bene disinteressato e per i piccoli gesti quotidiani.
Grazie per gli abbracci.
Grazie perché ogni telefonata era un viaggio alla volta di mondi sconosciuti dove partire senza bagagli, al momento, senza programmi.
Grazie per l'onestà dura e semplice che ti contraddistingue.
Grazie per le mani che non hanno avuto paura di sentire la consistenza del fango con cui sono fatta.
Grazie per non aver mai giudicato ma solo accettato quel poco di me che ti potevo offrire.
Grazie per questo bene grande che mi hai fatto provare.
Grazie perché mi mancherai.
E allora eccole queste parole che non ascolterai perché rientrano nella natura del nostro incontro fatto di luce nella voce, di tempo spesso rubato ad altro e di cose che sapevamo non si potessero dire.
E allora grazie per per quel capirsi reciproco che tu per primo hai intuito.
Grazie per l'attenzione gratuita e libera.
Grazie per gli slanci e per i giochi, per i pensieri condivisi.
Grazie per le risate.
Grazie per i momenti insieme, abbandonati, senza spiegazioni né imbarazzo né fraintesi.
Grazie per il bene disinteressato e per i piccoli gesti quotidiani.
Grazie per gli abbracci.
Grazie perché ogni telefonata era un viaggio alla volta di mondi sconosciuti dove partire senza bagagli, al momento, senza programmi.
Grazie per l'onestà dura e semplice che ti contraddistingue.
Grazie per le mani che non hanno avuto paura di sentire la consistenza del fango con cui sono fatta.
Grazie per non aver mai giudicato ma solo accettato quel poco di me che ti potevo offrire.
Grazie per questo bene grande che mi hai fatto provare.
Grazie perché mi mancherai.
10.13.2006
Ricordo appena i primi sguardi, i primi fuochi
crepitanti e blu come un dono.
Le parole si trattenevano in me
pomeriggi interi.
Di sorpresa e sgomento mi ritrovai
nel freddo sonnambulo di una tregua.
Oggi ricompongo, impreparata,
la mia presenza silenziosa.
Si riempie di me, di sangue e fango la mia tranquillità più recondita.
Iniziava così la mia esperienza altrove. Oggi che sono qui, di ritorno al punto di partenza in questa strada circolare che i ostino a voler percorrere, lo riscrivo.
Sperando di ricordarmi che da qui non devo più passare.
crepitanti e blu come un dono.
Le parole si trattenevano in me
pomeriggi interi.
Di sorpresa e sgomento mi ritrovai
nel freddo sonnambulo di una tregua.
Oggi ricompongo, impreparata,
la mia presenza silenziosa.
Si riempie di me, di sangue e fango la mia tranquillità più recondita.
Iniziava così la mia esperienza altrove. Oggi che sono qui, di ritorno al punto di partenza in questa strada circolare che i ostino a voler percorrere, lo riscrivo.
Sperando di ricordarmi che da qui non devo più passare.
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